Aprile 23, 2008...11:33 am
La lunga notte di Pianodardine
AVELLINO - Basterebbero i suoi occhi lucidi e rossi per spiegare lo stato d’animo che ha accomunato (ed, evidentemente, ancora accomuna) gli amministratori che si sono ritrovati ieri notte nel Comune di Avellino. «De Gennaro ha tradito tutti gli accordi e le promesse che aveva fatto nelle settimane e nei mesi scorsi. Prendete le interviste e le parole che aveva detto il Commissario e confrontatele con quanto sta avvenendo in queste ore». E’ seduta al fianco di Galasso, le mani conserte, abbandonate sulle gambe: un piccolo momento di smarrimento. E domani (oggi per chi legge, ndr) che cosa si farà? Uno sguardo lungo e profondo che vale più di mille parole: «Domani, stanotte (ieri notte per chi legge, ndr) mi accampo in via Pianodardine. Devo recuperare soltanto la mia tenda di campeggio degli anni settanta». Un sorriso amaro le illumina il volto. Non ha intenzione di mollare, per nessuna ragione al mondo, «perchè la nostra provincia ha già dato molto per i rifiuti e non può diventare la pattumeria della regione Campania». L’amarezza e la delusione lascia posto soltanto alla rabbia: «Siamo le istituzioni presenti sul territorio e non ci hanno degnato nemmeno di avvertici, neanche un preavviso minimo. E ai cittadini che, a quest’ora dormono tranquillamente a casa loro, chi lo dice?». Teme mobilitazioni, teme proteste: lo spettro di Ariano Irpino, delle cariche, delle botte e degli scontri tra manifestanti e poliziotti, per un attimo si affaccia nella sala riunioni del Comune di Avellino. «Ho paura,anche perchè ad Ariano sono abituati, sono in perenne mobilitazione, ma noi, come facciamo?». Non è un dubbio qualunque, è quella paura che ti assale di fronte all’inaspettato che bussa improvvisamente e violentemente alla tua porta. «Non si capisce neanche di che tipo di balle stiamo parlando, rifiuti? Tal quale? Prodotti dei Cdr. Altro che democrazia, siamo proprio alla fine di tutto».La sala è stipata all’inverosimile: non tutti resistono e qualcuno si accende una sigaretta. Il sindaco Galasso è la persona che mostra maggiore autocontrollo, ma anche lui mostra con forza e veemenza la sua delusione e l’avversione ad una decisione che, qualcuno tra gli amministratori, definisce “scellerata”. C’è Vanda Grassi, il consigliere provinciale Franco Mazza e il combattivo sindaco di Atripalda Aldo Laurenzano: «Noi siamo con voi - dice, rivolgendosi a Galasso e a De Simone - da qui non passeranno».C’è il tempo per un ultimo sguardo di approvazione e di complicità: «Questa sera raccoglieremo tutti i consiglieri e i cittadini e ci schiereremo davanti al Cdr, andiamo, è giunto il momento di organizzarci», dicono gli amministratori mentre scendono le scale. Così è cominciata la lunga notte di Pianodardine.
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