Gennaio 16, 2008...6:49 pm

Caro Isaac…

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Vedendo i cumuli di immondizia che stanno circondando tutte le strade e le abitazioni dell’hinterland, mi è venuta in mente un’immagine suggestiva e affascinante. Una di quelle figure che si stampano nella tua memoria per sempre. E non solo per l’immagine in sè, ma per il grande valore emotivo che è in grado di evocare. Di più. La forza di una fotografia, di un quadro è tanto più grande quanto più facilmente può essere sottratta al suo contesto di produzione. Insomma è tanto più forte e significativa quanto più si candida ad essere immortale. Un violinista di fama mondiale come Isaac Stern che fa le prove di un concerto, mentre fuori, a tutto volume, impazza una sirena antibombardamento. Il suo pubblico (lui stesso in un secondo momento) indossa una maschera antigas per paura di un attacco chimico. Ma la vita continua, nonostante…la vita stessa. Nè Isaac, nè il suo pubblico, allora, vogliono rinunciare a quello che stavano facendo. Più forti di tutto, della paura, dei diktat, della stessa morte. Penso a loro, ogni volta che vedo cumuli di immondizia per strada. Ogni volta che devo gettare un sacchetto della spazzatura su cumuli di altri sacchetti, guardato a vista da topi enormi e gruppi di cani randagi. Tutti gli irpini, tutti i campani sanno che la vita deve continuare e un cumulo di rifiuti, per quanto grande sia, non può e non deve impedirci di continuare ad andare a lavoro, a scuola, ad una partita di calcio.

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